I pensieri mi scorrono in mente.
Sono in uno stato in cui non ero da molto tempo.
Credo sia per Paola.... mi sento strano dopo Sabato.
Potrebbe essere il calo dell'md, ma non credo. E' passato troppo tempo.
Piuttosto mi sento depresso, con Paola sempre in testa
(Parentesi) cazzo, non voglio prendermi una cotta. Ma mi ha sorpreso Sabato. Pensavo fosse meno matura. Più 'raggiungibile'. Ma di fatto lo è. E' un essere umano come tutti. L'ho sottovalutata ed ho sbagliato. E mi piace molto più di prima per via della smentita ricevuta. Però credo di potercela fare. Non so come, non so quando, ma forse potrebbe anche cedere prima o poi.(/Parentesi)
e penso al tipo con cui stava prima (i confronti non riesco ancora ad evitarli), Norbit (credo? Marocco), e cerco d'immaginare com'era.
Credo fosse uno 'da rave', tipo Paola. Un tipo divertente (lei è una cheadora ridere). Ed è un tipo 'da mondo vero'. Questo lo deduco da 3 pregiudizi:
- Il raver è abituato allo schifo del mondo (e a volte ci sguazza :-/)
- E' marocchino e, senza razzismo, è più facile che sia cresciuto in ambienti peggiori
- Ha puntato un coltello alla gola a Nicco (O_o) .... quindi è uno che non si fa scrupoli nella vita. Uno con 'pathos'.
- Dovevano (o era già) convivere insieme. Credo pochi mesi fa
- Si sono lasciati 2 settimane fa (a detta di Paola).
Poi ho conosciuto 2 amici di Paola.... ma non mi ricordo i nomi. Il ragazzo comunque non mi sembrava marocchino, anche se di caratteri 'scuri'.
Comunque sto divagando.
Quello che sento è una strana forma di depressione, come quando ti svegli da un bel sogno, una disillusione che pian piano si fa spazio.
Mi sento sempre più fuori dal mondo.... perchè ancora non ho capito quanto è pesante, spietato e ingiusto il mondo reale.
E a 23 anni mi ritrovo a doverci fare i conti. A dover fare i conti con la mia mancanza di malizia (il pensare male.... nel sesso, nella vita, in qualunque situazione), di illusione.
E non riesco ad abbandonarmi ad essa.... un pò per poco allenamento, un pò per voglia di restare un Peter Pan.
Io non sono un uomo perchè non ho le palle per affrontare il mondo vero. Devo ancora imparare. Credo ancora in cose che non ci sono più o non ci sono mai state (se non nella mia mente fanciullesca).
Sono tutto il contrario di un uomo vissuto.
E il film dei fratelli Coen, "Non è un paese per vecchi", spiega tutto questo, te lo fa sentire.
E a conferma, ad appesantire il tutto, leggo un articolo.
Texas: una 16enne fa strage della famiglia perchè i genitori non la fanno uscire col fidanzato. Uccisa la madre, i fratellini e ferito gravemente il padre.
Un flash... penso a Paola che mi dice che da 13 anni ha fatto le esperienze più disparate, droghe, rave, pezzi con i genitori. Lei è una che ha sempre rincorso la vita, nel bene e nel male. Ha sempre cercato il cambiamento, l'eccesso, le emozioni.
Io no. O comunque molto meno.
E mi sento meno adatto a questo mondo di quanto non lo sia lei, nonostante i suoi problemi. Lei vive. Io no.
Io devo partire, fare esperienza, vedermi sbattere la porta sul muso, sapermi far forza e arrangiare, combattere con i nemici che troverò per la strada, combattere sempre per andare avanti, anche nelle situazioni rischiose.
Devo imparare a farmi coraggio, ad affrontare le crisi a muso duro.
A volte la pazienza, la bontà, la voglia di discutere e capire non sono sufficienti.
Siamo animali e ogni tanto dobbiamo mordere. Per difenderci o per attaccare. Volenti o nolenti.
Si deve cercare di non fare il peggio che possiamo, ma non possiamo neanche farci troppi scrupoli.
Si sa come va il mondo. Si sa che bisogna tirar fuori le unghie ed esser sempre svegli per cogliere un agguato, un accenno nascosto, un archetipo nella vita di tutti i giorni, una malizia, un piacere, un'allusione, una minaccia, un amore.
Il mio obiettivo entro i prossimi 2 anni è capire tutto ciò.
24 anni. Devo diventare un uomo.
E la fatalità del sacrificio è sempre più chiara.
Non si cresce molto se non si ha molto da perdere.
"No Country For Old Man"
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